La tetra paresi spastica: il taping kinesiologico applicato nelle patologie neurologiche.

La tetra paresi spastica e il taping kinesiologico®.

Prof. Rosario Bellia –
fisioterapista –

- Presidente
Associazione Italiana Taping Kinesiologico®

- Fisioterapista
Nazionale italiana F.I.H.P.

- Docente di taping
kinesiologico® in traumatologia sportiva al master post grado presso
l’Università di Valencia(Spagna)

 

Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con il collega italo-argentino

Guillermo Exequiel Waisman   exequielel15@hotmail.com

Il termine spasticità deriva dalla parola greca σπασμός (spasmos) che significa ‘crampo’. Con questo termine si designa un segno clinico che consiste in un abnorme aumento del
tono muscolare, che può originare da una lesione del cervello o del midollo
spinale. Una caratteristica della spasticità è che l’aumento del tono muscolare
dipende dalla velocità del movimento, ovvero aumenta con l’aumentare della
velocità del movimento. Essa provoca il cosiddetto effetto a
“serramanico” nei movimenti passivi degli arti e coinvolge sia i
muscoli agonisti sia antagonisti, interferendo così sia con la flessione sia
con l’estensione di un segmento corporeo (cocontrazione).
La spasticità è sempre accompagnata da un disturbo della forza muscolare ed è
oggi considerata un segno clinico “parapiramidale” nel senso che non
riguarda direttamente né il sistema piramidale né quello extrapiramidale.

Le cause della spasticità a livello neurologico sono una lesione del fascio piramidale
del primo motoneurone accompagnata da una lesione del sistema extrapiramidale,
quindi delle vie discendenti dalla corteccia motoria. Queste parti del sistema nervoso centrale controllano ogni movimento
volontario tramite le loro fibre rispettivamente eccitatorie o inibitorie. Nel
soggetto colpito da un tale danno, però, c’è uno squilibrio tra stimolazione e
inibizione di un muscolo o di un gruppo di muscoli, soprattutto perché mancano
gli impulsi inibitori. Da questo si hanno l’aumento del tono muscolare
(ipertonia spastica), l’iperreflessia osteotendinea e la contrazione involontaria
ed eccessiva dei muscoli interessati.

La spasticità può essere dovuta a un danno cerebrale subìto durante la prima
infanzia, spesso causato da una mancanza di ossigeno durante il parto. Altre
possibili cause sono infezioni della madre durante la gravidanza (ad esempio
toxoplasmosi, rosolia), intossicazioni o malnutrizione del feto. Nel neonato,
un danno al sistema nervoso può svilupparsi come complicazione d’infezioni come
l’encefalite, la meningite, la mielite. In tutti questi casi si parla di paralisi cerebrale infantile.

 

I sintomi di una paralisi spastica si manifestano in modo molto vario: vanno da un lieve
“impaccio” della motilità fino alla perdita totale del controllo dei muscoli
scheletrici. Secondo l’area del corpo interessata, si parla di:

  • Monoparesi – quando è colpito un solo arto
  • Paraparesi – paralisi a carico dei due arti inferiori
  • emiparesi – paralisi limitata a un solo
    lato del corpo
  • tetraparesi – paralisi che colpisce tutti e quattro gli
    arti; può comprendere anche la muscolatura del tronco e del collo.

In generale
la spasticità influisce di più sui muscoli antigravitari, cosicché negli arti
superiori predominano gli spasmi in flessione, mentre negli arti inferiori
prevalgono gli spasmi in estensione (schema patologico). Oltre a sintomi come
aumento del tono muscolare, rigidità dei muscoli colpiti, spasmi a volte molto
dolorosi e contratture, il soggetto può presentare problemi di equilibrio e di
coordinazione dei movimenti (esempio: in alcune posizioni del braccio la mano
può aprirsi)(atassia), difetti del linguaggio (disartria) e della deglutizione (disfagia), strabismo. Alla spasticità non sono associati
per forza una perdita della capacità intellettiva o un ritardo mentale. Ci sono
diversi fattori che possono aumentare la spasticità, come ad esempio infezioni,
temperature estreme, umidità. Anche fattori psichici, come lo stress emotivo e
fisico, la paura e l’eccitazione, possono aggravarla.

Secondo la
definizione di Lance (1980) la spasticità è un ipertono muscolare dovuto a un aumento velocità-dipendente del riflesso tonico da stiramento“. Secondo questa definizione si può
osservare la spasticità durante la mobilizzazione passiva di un arto, avvertita
da parte dell’esaminatore come resistenza. Durante questa prova spesso avviene
il fenomeno del coltello a serramanico. Con questo s’intende
l’improvviso rilassamento della rigidità dell’arto in esame, dopo la resistenza
inizialmente opposta alla flessione passiva. Inoltre, il soggetto presenta i
cosiddetti segni piramidali, cioè riflessi patologici e riflessi primitivi, ad
esempio il segno di Babinski.

Poiché finora non esiste una terapia definitiva
per la paralisi spastica, ogni terapia deve mirare alla minimizzazione dei
sintomi come pure a migliorare il più possibile la capacità motoria. Infine, un
importante obiettivo dei trattamenti consiste nella prevenzione dei problemi a
lungo termine. Normalmente la terapia è interdisciplinare, cioè si basa sulla
combinazione di fisioterapia e terapia
farmacologica
. Inoltre, il trattamento deve essere individualizzato, perché
in ogni paziente la spasticità assume espressioni diverse, se non altro per la
pluralità delle cause.

Molti trattamenti fisioterapici cercano di ridurre gli spasmi, ad esempio
mobilizzando gli arti paretici. Sono utili ausili e apparecchi ortopedici (ad
esempio ortesi come i tutori gamba-piede, splint polso-mano, deambulatori,
sedie a rotelle).

Secondo un’originale interpretazione, che sta alla base della teoria
riabilitativa nota con il nome di “Riabilitazione
neurocognitiva”,
la “cosiddetta spasticità” potrebbe essere
efficacemente superata grazie a particolari esercizi “conoscitivi”
che, attraverso il coinvolgimento della sensibilità, dell’attenzione e di altre
funzioni corticali “superiori”, permetteranno al soggetto un
riapprendimento della funzione motoria evolutiva, per armonizzare il “gesto
finalistico”.

I trattamenti terapeutici dovrebbero avere come obiettivo primario il
miglioramento della qualità di vita
del paziente tramite l’acquisizione di strategie individualizzate per gestire
la spasticità.

In conclusione, non esiste un trattamento
specifico e univoco per tutte le forme di paralisi cerebrale infantile, sebbene
esista adesso un gran numero di metodiche riabilitative, spesso utilizzate in
modo stereotipato e acritico. Alcuni di questi approcci (es. il metodo Bobath),
validati dalla comunità scientifica, possono essere di una certa utilità se
inseriti in un progetto terapeutico globale; il metodo Doman, Vojta e tanti
altri. Il progetto riabilitativo deve quindi necessariamente essere
individualizzato e costantemente sottoposto al vaglio dei professionisti del
team riabilitativo in sintonia con il percorso di cambiamento del soggetto. E’,
infatti, opportuno evitare la rincorsa affannosa e inutile di una
“normalità” estetica e funzionale del movimento, concentrando
piuttosto l’intervento sull’interpretazione delle strategie di adattamento messe in atto
dall’individuo. Occorre ricordare che il soggetto con paralisi cerebrale
infantile ha subito un danno più o meno esteso dei propri sistemi di
elaborazione degli input percettivi e degli output motori. Egli è pertanto in grado
di apprendere come sfruttare le proprie capacità
residue
, ma non è in grado di apprendere la “normalità”, cioè di
utilizzare spontaneamente e automaticamente gli schemi motori fluidi e
complessi tipici di un sistema nervoso centrale intatto.

Alla luce delle continue scoperte nel campo delle
neuroscienze, che ne hanno influenzato la costante evoluzione Davies ha
codificato alcuni concetti sulla rieducazione del paziente adulto con disturbi
neurologici.

Il paziente deve essere preso in carico
tenendo conto dei bisogni e delle
possibilità di recupero, senza tralasciare il contesto familiare, sociale e
lavorativo. Qualunque attività venga proposta va progettata sulle effettive
possibilità del paziente, in un contesto
“funzionale”, in modo  che sia contestualizzato e  “finalistico”. Le attività da proporre
vanno nella direzione del movimento normale, che è fondamentale conoscere al
meglio, per essere in grado di valutare i deficit motori del paziente. Il
trattamento, va inteso come un continuo scambio tra terapista e paziente,
tenendo conto che il corpo impara ciò che sperimenta.

Con l’approccio riabilitativo di Davies è limitata l’importanza rispetto
all’ipertono, ove presente, quanto piuttosto ci si concentra sulla debolezza, che è  considerato il vero grosso problema da
affrontare per rendere funzionale la rieducazione.

Il progetto
rieducativo ha come obiettivo primario
in un paziente debole, il recupero della stabilità centrale (core stability) per poter ottenere dei
risultati anche a livello distale.

In questo nuovo modo di
vedere la rieducazione del paziente adulto con disturbi neurologici è
fondamentale l’osservazione funzionale iniziale, che deve essere ripetuta
durante tutto il programma riabilitativo per “calibrare” in modo sapiente il
progetto rieducativo.

Nel 1988 il fisioterapista italiano Lucio
Rinaldi pubblica una nuova tecnica di riabilitazione motoria da lui ideata,
specifica per paralisi da lesioni cerebrali a cui dà il nome di “Vincoli
muscolo-cutanei
“.

Il presupposto scientifico di questo
lavoro è basato sulle possibilità neurofisiologiche offerte dai recettori
cutanei come fonte informativa per il Sistema Nervoso Centrale.

Questo approccio metodologico risulta essere innovativo in quanto
precedentemente si era posta l’attenzione solo sui recettori articolari e
muscolari, gli unici ritenuti capaci di dare movimento. Secondo invece gli
ultimi studi dell’epoca sono i recettori cutanei che hanno un ruolo facilitatorio per l’attivazione
dei recettori muscolari e articolari specifici.

E più esattamente questi ultimi non possono esprimersi completamente senza il
supporto dell’informazione cutanea.

Riprendendo le conclusioni di DUE
neurofisiologi svedesi Valboo e Johanson (1981,1983), che identificano
particolari recettori cutanei che reagiscono alla pressione diretta e agli
stiramenti tangenziali, questa tecnica
di Rinaldi  ha avuto poca
diffusione, anche se riveste ancora un notevole interesse metodologico.

Lo scopo inizale è quello di stimolare
questi specifici recettori cutanei, poi essi saranno capaci di attivare
intensamente anche quelli articolari e muscolari, tanto utili per la produzione
del movimento. Dal rapporto “stretto” tra cute e muscolo soggiacente
(attraverso la fascia) questi bendaggi vengono chiamati “Vincoli“.

I muscoli bersaglio sono quelli paralitici e cioè tutti quelli appartenenti ad
una specifica catena cinetica deputata a svolgere una determinata azione.

Un sistema di attivazione muscolare così
concepito mira al ripristino non solo del tono dei singoli muscoli, ma anche
alla capacità coordinativa tra i vari distretti. Capacità, che nella paralisi
cerebrale infantile viene subito meno in seguito a lesione cerebrale (
Lucio Rinaldi 1990).

Applicazione del
taping kinesiologico® nelle patologie neurologiche:

Il taping kinesiologico può essere una tecnica aggiuntiva interessante a
completamento del trattamento riabilitativo vero e proprio, per continuare lo
stimolo di armonizzazione del “tono muscolare” – balance-

Effetto globale del taping kinesiologico®

Azione esterocettiva (effetto cerotto):

“ segnale di allerta“

- trazione uniforme sull’area cutanea di adesione;

-  azione sui tessuti sottostanti che stimola i
recettori delle varie strutture anatomiche;

Azione propriocettiva:

“ facilita le
afferenze propriocettive perturbate”

La percezione di un
arto nello spazio e’ dovuta ai recettori le cui informazioni vengono integrate
a livello corticale:

Organi del Golgi , legamenti e
tendini, posizione e direzione movimento;

Corpuscoli del Pacini, articolazioni,
stimolati dagli stiramenti bruschi;

Recettori del Ruffini,  articolazioni, invia segnali nei movimenti
passivi;

Fusi neuromuscolari,  muscolo, inviano segnali negli allungamenti
delle fibre.

Stimolazione dei meccanocettori:

1) Mazzoni            sensibile da 2 a 30 gr. di
pressione.

2) Pacini               sensibile a forti pressioni .

3) Meissner           sensibili a 1 % di millimetro di
stiramento.

a)   Stimolazione cutanea;

b)  Stimolazione fusale;

c)  Ganglio, fascio paleospinotalamico.

Tutte queste informazioni arrivano percorrendo, il midollo spinale, il cervelletto e giunti
alla corteccia cerebrale, avviene l’integrazione delle informazioni e la
“risposta”, anche a livello posturale (lo stimolo propriocettivo podalico
inconsapevole).

Stimoli cutanei
evocano riflessi complessi (importante nella spasticità).

Si  sfrutta l’effetto presenza che è
un’estensione del segno locale;

L’informazione
cutanea costante e ripetitiva, ma mai identica, produce treni di stimoli che
arrivano dal:

a)   midollo spinale

b)   tronco dell’encefalo

c)  aree corticali e sottocorticali.

Tale integrazione a
livello del sistema nervoso centrale produce nuove integrazioni, che si
estrinsecano perifericamente a livello del  sistema tonico Posturale.

Questo sistema ci
permette la posizione ortostatica, e di lottare contro la forza di gravità; un
disequilibrio si traduce in una reazione muscolare di compenso.

Funzione dei nastri sui muscoli:

qualsiasi nastro applicato sulla cute produce un sostegno e una variazione
della funzione muscolare

a) La pelle, la
mucosa e i meridiani sono il riflesso superficiale dello stato profondo di
salute degli organi, muscoli, articolazioni, capsule;

b) Lo stato
patologico di un muscolo, articolazione, organo si manifesta con una debolezza
muscolare associata all’area;

c) Un muscolo
contratto patologicamente proietta sulla pelle o sulla mucosa una perturbazione
neurologica che modifica il potenziale di contrazione muscolare;

d) Una stimolazione
muscolare o linfatica può ripristinare il potenziale di contrazione del muscolo
se eseguita correttamente ( kinesiologia – Louis Nahmani ).

e) Stimoli cutanei modulano
l’eccitabilità di particolari pool di motoneuroni (la stimolazione tattile di
molte aree cutanee provoca la contrazione riflessa di muscoli al di sotto
dell’area stimolata (segno locale – Karl Erik Hagbard).

Esercitando la
pressione sull’organo di Golgi in direzione del ventre muscolare si
stimola un rafforzamento del muscolo (stabilità) e nel senso opposto per
“indebolirlo” (decontratturarlo).

 

Si riporta lo studio compiuto dal collega
italo-argentino
Guillermo Exequiel Waisman , che ha applicato il taping
elastico seguendo queste indicazioni in modo veramente efficace. 

 

PRIMA – Bambino di tre anni portatore di tetra paresi spastica, con i movimenti osservati durante la deambulazione,
si evidenzia: debolezza, sfiducia, desidera esplorare a
piedi, ma continua a piangere. A causa
della retrazione di alcuni muscoli non consente
all’arto inferiore di essere allineato (ginocchio, anca e piede). L’asse di carico non permette
un movimento equilibrato, di conseguenza la modalità di scaricare
il peso è inefficiente
e quindi s’innesca un circolo vizioso di
retrazioni e debolezze (muscoli vinti e vincitori -Souchard
2000).

Questa fase di valutazione iniziale è stata molto
importante per fare un serio progetto riabilitativo con l’utilizzo anche del
taping elastico.

1° Filmato di Guilliemo   Si riporta lo studio compiuto dal collega italo-argentino Guillermo Exequiel Waisman , che ha applicato il taping elastico seguendo queste indicazioni in modo veramente efficace.

DOPO -
Il piccolo paziente è stato sottoposto al trattamento
con il metodo Polder: Lunedì, Mercoledì e Venerdì
per la durata di cinque a dieci minuti, in modo molto intenso. I risultati terapeutici
sono stati molto efficaci con l’aggiunta in sinergia del taping elastico in
modalità inibitoria ai muscoli adduttori, tricipite surale e stimolante dei
muscoli dorsi flessori e pronatori del piede. Sempre in modo giocoso per avere
la massima collaborazione da parte del bambino durante i trattamenti

Il pediatra ha contattato
telefonicamente Guillermo per dire, che per adesso si poteva evitare l’intervento
chirurgico di allungamento degli
adduttori che era stato programmato a breve.

2° Filmato di Guilliemo

Conclusione:

Il taping kinesiologico® inserito nel progetto riabilitativo in modo
“sapiente” può dare un valido aiuto in sinergia con le altre tecniche
riabilitative, per ricercare una migliore armonia del tono muscolare in una
visione “funzionale” e migliorare la qualità di vita del paziente.

La modalità applicativa specifica prevede:

a)  l’azione decompressiva sui muscoli spastici con l’applicazione del nastro
nella posizione di massimo allungamento;

b)  l’azione stabilizzante sui muscoli ipotonici ed allungati;

c)  un’azione in correzione meccanica delle articolazioni, che avendo una
funzione “alterata” non consentono una postura corretta, e inoltre interferiscono
nella biomeccanica fisiologica del cammino e delle funzioni “primarie” in una
visione di “terapia occupazionale”;

d)  Le applicazioni non devono evocare riflessi complessi, quindi bisognerà
evitare alcune zone corporee ( es.  segno di Babinski, ecc.)

Le  Foto sono tratte dal libro: R. Bellia – F. Selva Sarzo – “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione “ ed. Alea Milano – marzo 2011.

curriculum vitae di Guillermo Exequiel Waisman

                       Carrera: Licenciatura en Kinesiologia y Fisiatria

 

Apellido: Waisman Musso

Nombre: Guillermo Exequiel

DNI: 30165966

Estado civil: soltero

Domicilio: Avellaneda 4067

Teléfono: 0342-4553792

Móvil: 0342-156-980045

Deportes: Water Polo, Natación aguas abiertas

Titulo: esperando fecha de defensa de la tesis para recibir el titulo de Licenciado en Kinesiología y Fisiatría.

 

 

Perfil Profesional

 

Profesión / Área:

Me siento muy a gusto y estoy comprometido con mi profesión. Considero importante el trabajo en equipo así como en un buen ambiente laboral, donde uno puede aprender de la experiencia de otros profesionales y volcar la propia siempre a beneficio de la salud del paciente.

 

 

 

 

 

 

           

Formación académica

 

Año 1995     Estudios primarios completos.

                             Egresado de la  Escuela Nº 137 José de Amenábar.

                       

 Año 2000    Estudios secundarios completos.

                            Egresado de la Escuela de Enseñanza Media Nº 391 Dr. Agustín Zapata Gollán     

                           con el titulo de “Bachiller Biológico”.

                       

 Año 2012      Estudios universitarios completos.

                            Egresado de la Universidad Nacional de Entre Ríos. (UNER)

                            Con el titulo “Licenciado en Kinesiología y Fisiatría”.

                            A la espera de la fecha para defender la tesis.                                                                                                                                                                                    Titulo de la tesis: “Diferencia en la evolución del Vértigo Posicional Paroxístico                              Benigno luego de la aplicación de un tratamiento kinésico y un tratamiento convencional”.

 

 

Experiencia laboral:

 

2010-2011     Consultorio Mayo.

 

                        Cargo: Practicante. 1.000 horas.

                       

                        Ubicación: 25 de mayo 3152, Santa Fe.

    

                        Función: Atención en el Área de Traumatología.

 

2011-2011     Centro Privado de Traumatología Tomadín.

 

                        Cargo: Concurrencia, durante un mes.

  

                        Ubicación: Boedo 771, Lomas de Zamora(1832) Buenos aires, Provincia.

 

                         Función: Atención en Área Traumatología y Neurología.

 

                   

 

Otros datos

 

Idiomas: Inglés: 8 años de estudio, Instituto de Idiomas de Santa Fe.

                                         

Informática:  World, Excel, Power Point, Internet.

 

 

Otra Información  

    Cursos realizados a la fecha:

 

  • 1er Simposio Nacional de Neurorehabilitación Pediátrica y de Adultos. Buenos Aires, Argentina, 19 y 20 octubre 2007.
  • Seminario de Actualización en Neurociencias para Kinesiología. Facultad Ciencias de la Salud/UNER/Lic. en Kinesiología y Fisiatría, Villaguay, 14 de noviembre 2009.
  • IV Jornadas de Asistencia Kinésica en Instituciones de Emergencia. Rosario, 24 y 25 de septiembre de 2010. Auditorio del Hospital de Emergencias Dr. Clemente Álvarez.
  • IV Jornadas de Asistencia Kinésica en Instituciones de Emergencia. Control y monitoreo de la aplicación de oxÍgeno.
  • Capacitación Profesional Traducción e Interpretación de Textos Técnicos y Científicos en Ingles para Ciencias de la Salud. (Especialidad Medicina) Santa fe, diciembre de 2010.
  • Tratamientos de Afecciones de la Columna Vertebral en la Hidroterapia. Buenos aires, octubre de 2010.
  • Formación de Terapista k-taping. Rosario, 7 de noviembre de 2010.
  • Curso de Disfunción del Sistema Craneomandibular. AAK. Ciudad autónoma de Buenos Aires, 13 de noviembre de 2010.
  • Curso Superior en Rehabilitación Ocular. Rosario, 11 de noviembre de 2010.
  • Formado en Método Pold de Terapia Manual, Técnicas Generales. Buenos aires 30 de mayo de 2011.
  • Curso en Terapia MEP, 2do Curso en Tendinopatías y Tratamiento mediante Microelectrólisis Percutánea. 8 y 9 de julio, año 2011. Buenos Aires Argentina. AAK
  • IXI Congreso Argentino de Kinesiología. 15, 16 y 17 de septiembre de 2011, Rosario, Santa Fe, Argentina.
  • Tendencias Mundiales en Láser, a cargo del Dr. Philip Gabel. (Australia). Buenos Aires 14 de octubre de 2011. Organizado por Agentes Físicos y la AAK
  • Jornada Profesional y Científica de Kinesiología y Osteopatía, organizada por el Instituto Hispano Argentino  de Osteopatía y por la Escuela de Osteopatía de Madrid, realizada el día 3 de Diciembre de 2011 en el Instituto de Ciencias de la Rehabilitación y el Movimiento de la UNSAM.

 

 

 

Especializaciones a la fecha:

 

  • Método POLD de Terapia Manual. Especialista en Columna y Extremidades. Celebrado en Buenos Aires del 11 de octubre de 2011.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inscripto en el año 2012 a las siguientes formaciones:

 

  • Formación en Maitland, Terapia Manual. AAK. Primer Módulo: Mayo 2012

 

 

Inscripto en año 2012 al siguiente pos grado:

 

  • Pos grado en Osteopatía, Escuela de Madrid, duración 5 años. Cede Universidad Nacional de San Martín, Ciudad de Buenos Aires. Titulo final: Doctor en Osteopatía.

 

 

 

Estudio realizado en cooperación con el Profesor Rosario Bellia (Italia).

Adjunto currículum:

 

  • Fisioterapeuta Nacional Italiano, F.I.H.P.
  • Presidente de la Asociación Italiana de Taping ® Kinesiológico.
  • Instructor Internacional de Taping.
  • Docente en la Maestría en Taping Traumatológico del Deporte en la Universidad de Valencia (España).

 

El estudio se lo puede encontrar en el siguiente link:

 

http://kinesiobellia.com/la-tetra-paresi-spastica-il-taping-kinesiologico-applicato-nelle-patologie-neurologiche/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se encuentran a vuestra disposición todas las fotocopias autenticadas de los documentos mencionadas en este curriculum

Bibliografia
2. Lance JW: Symposium synopsis. In: Feldman RG, Young RR, Koella WP (eds) Spasticity: disordered motor control. Year Book Med Pub Chicago 485-494. 1980.
3. R. Bellia – F. Selva Sarzo – “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione “ ed. Alea Milano – marzo 2011.
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  1. lidia
    novembre 22, 2011 alle 2:12 pm | #1

    valerio ha una tetra paresi spastica quandon e stressato e stanco gli saltano i nervi si arrabbia continuamente diventa irascibile quali provvedinenti devo prendere?

    • novembre 22, 2011 alle 7:20 pm | #2

      Le consiglio di comunicare all’equipe che lo segue tutto ciò che succede per trovare dei corettivi comportamentali e anche un supporto farmacologico se è il caso. Saluti Rosario.

  2. isabella picoco
    aprile 7, 2012 alle 2:28 pm | #3

    conosce in fisioterapista che applica k.taping a mestre ve
    ho una paresi dello spe post intervento protesi d’anca con discreto recupero es. alzo il piede a 90° non porto molla di codivilla faccio attività sportiva in acqua. ed ho iniziato una terapia con crosystem il fisioterapista dopo la seduta mi ha incerottato la gamba..ma si trova a pederobba.saluti e grazie.
    ps ho 57 aa

    • aprile 10, 2012 alle 5:03 pm | #4

      Salve gentile Isabella mi informo se riesco a trovare un collega a Mestre e poi le farò sapere, saluti Rosario.

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