Kinesiology taping of shoulder disorders in tennis

le patologia di spalla nel tennis - kinesiobellia - taping kinesiologico  “ Il taping kinesiologico® – Metodo Koreano – applicato ai traumi del tennis”.

kinesiobellia - taping kinesiologico

kinesiobellia - taping kinesiologico

Università degli Studi di Salerno

Sono molto felice di comunicare che sarò presente come relatore e conduttore di un work shop sul taping kinesiologico – kinsiobellia method  al 

3° Congresso di Traumatologia e Riabilitazione SportivaUniversità degli Studi di Salerno

“Sport injuries in tennis player: prevention, orthopaedic treatment and rehabilitation”

Fisciano (Sa), 30/31 Marzo 2012 Aula Magna Università degli Studi di Salerno

SABATO 31 MARZO 2012 IV SESSIONE:

 KEY REHABILITATION ISSUES IN TENNIS

16.30-16.40    Kinesiology taping of shoulder disorders in tennis

  “ Il taping kinesiologico® – Metodo Koreano – applicato ai traumi del tennis”.

http://physiomind.gruppoforte.it/index.html#

Iscrizioni e programma si trovano su questo sito degli organizzatori.

 

Abstract  della relazione:

La relazione che presento a questo Congresso Internazionale espone il progetto riabilitativo nel caso di “Sindrome da sovraccarico funzionale della spalla nel tennis e il taping kinesiologico®”.

Questo metodo è stato elaborato con l’esperienza maturata in tanti anni di utilizzo del taping elastico. Prima la formazione fatta in Korea, utilizzando l’impostazione originale applicata allo sport dal medico della nazionale koreana di pattinaggio a rotelle corsa dott. Choi Brandon.

Il taping kinesiologico® si colloca in sintonia con questa visione globale dell’organismo, nel principio di stimolo che assiste l’organismo a mettere in azione i meccanismi naturali di auto-guarigione, nel rispetto di una visione tridimensionale dell’organismo.

Il taping kinesiologico® è usato in ambito sportivo prima, durante e dopo il gesto atletico. Prima e durante per preparare e prevenire, dopo per defaticare.

 

Una corretta postura è data dall’equilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti e da una loro armonica attività durante il movimento. Se ciò non avviene, si potranno osservare squilibri strutturali legati alla contrattura e/o alla debolezza di determinati fasci muscolari. Quando si riscontra, un muscolo contratto è prassi comune cercare di ottenerne il rilasciamento mediante le svariate tecniche farmacologiche (miorilassanti), fisioterapiche (massaggi, applicazioni di calore, elettrostimolazioni, ecc.) cosa che, nella maggioranza dei casi, condurrà a risultati solo temporanei e parziali. Ciò è dovuto, come il dott. Goodheart ha brillantemente dimostrato, al fatto che la contrattura è secondaria alla debolezza del muscolo antagonista.

Il  taping  kinesiologico® agisce sul corpo con un drenaggio costante per 24 ore al giorno, questo metodo implica un bendaggio sopra e intorno ai muscoli  per assistere, dare supporto o per prevenire un’eccessiva contrazione, garantendo una buona liberta di movimento.

La traumatologia che si riscontra nel TENNIS è in continua evoluzione sia percentualmente sia per le patologie specifiche; diversa da quella di solo dieci anni addietro, quando, per esempio, il tennis non aveva ancora avuto l’attuale diffusione di massa.
La spalla, sottoposta a questo, “overuse”, può essere coinvolta in ciascuna delle sue componenti: pertanto le tecnopatie della spalla dell’atleta che pratica tennis annovera spesso patologie da sovraccari­co quali la sindrome da conflitto, le sublussazioni uni e multidirezionali, le lussazioni scapolo-omerali, le tendinopatie della cuffia dei rotatori, le patologie del complesso bicipitale, le sinoviti, le borsiti, fino a un coinvolgimento delle articolazioni “accessorie” della spalla con le artropatie acromion-clavicolari.
La patogenesi delle suddette tecnopatie è ascrivibile, in altri casi, a lassità capsulo-legamentose o a squilibri della muscolatura intrinseca della spalla: talvolta la tecnopatia può essere determinata da una preesistente insufficienza dei legamenti stabilizzatori della spalla (gleno-omerali e scapolari), inoltre: da insufficiente vascolarizzazione sotto sforzo della cuffia dei rotatori.

 

Sindrome da sovraccarico funzionale della spalla nel TENNIS  e il taping kinesiologico®

 

a)  Etiopatogenesi e biomeccanica della spalla

 

Bisogna analizzare gli schemi di reclutamento dei vari muscoli per prevenire eventuali sovraccarichi funzionali da incoordinazione dell’attivazione biomeccanica delle catene cinetiche (concetto Kinesiopatologico – Sahrmann).

I fattori che contribuiscono alle disfunzioni del cingolo scapolare sono le alterazioni della lunghezza, della forza, dell’estensibilità dei muscoli e dello schema di reclutamento, provocate da movimenti ripetuti e da posture mantenute.

Per garantire che i movimenti della glena omerale siano ottimali è fondamentale che la testa dell’omero rimanga centrata nella glenoide durante i movimenti della spalla, quindi l’azione equilibrata dei muscoli è fondamentale per un corretto “ritmo scapolo-omerale”, che non favorisca patologie da “overuse”.

La tendinite della cuffia dei rotatori spesso è la conseguenza più ricorrente per le continue sollecitazioni non equilibrate cui sono sottoposte tutte le strutture capsulo-legamentose dell’articolazione scapolo-omerale.

L’impingement glenoideo postero superiore può verificarsi anche perché la traslazione anteriore omerale permette alla superficie inferiore del tendine dei muscoli sovra spinoso e sottospinoso di avere un punto di “frizione” contro la rima postero superiore della glenoide.

Sono molti gli stabilizzatori statici e dinamici dell’articolazione della spalla che provvedono al necessario equilibrio tra mobilità e stabilità.

Nonostante il contatto articolare gleno-omerale sia relativamente piccolo, la stabilità statica è assicurata dai sovrastanti tessuti molli e dal cercine glenoideo, che incrementando la superficie ed espandendo la profondità della fossa glenoidea, contribuiscono a migliorare la stabilità senza impedire l’articolarità.

La stabilità dinamica è ottenuta attraverso l’azione sinergica dei muscoli della cuffia dei rotatori e di quelli rotatori della scapola. I muscoli della cuffia (sovra spinato, sottospinato, piccolo rotondo, sottoscapolare), che s’inseriscono sul corpo della scapola, e sulla grande e piccola tuberosità dell’omero. Questi muscoli conferiscono stabilità provvedendo a mantenere la testa dell’omero centrata nella cavità glenoidea in maniera fisiologica.

In visione biomeccanica scomponendo l’azione nei singoli movimenti possiamo evidenziare l’azione muscolare nelle varie fasi.

Durante la fase di caricamento della battuta e dello smach, il muscolo deltoide abduce il braccio, mentre il muscolo infraspinato e il piccolo rotondo ruotano esternamente l’omero, il muscolo bicipite mantiene il gomito flesso a novanta gradi e il sottoscapolare modula decelerando la rotazione dell’omero. I muscoli grande pettorale, gran dorsale e tricipite in contrazione eccentrica forniscono la modulazione della posizione del tronco rispetto alla vela. Nella fase di decelerazione, la contrazione muscolare eccentrica del muscolo piccolo rotondo, l’incrementata attività dei muscoli trapezio, dentato anteriore, e romboide, controllano la decelerazione delle estremità.

Una piccola carenza di un muscolo stabilizzatore, dinamico e statico, determina un effetto importante sull’intera funzionalità della spalla.

I sovraccarichi funzionali possono portare a una compromissione delle strutture di contenimento anteriore, che darà origine a una modesta traslazione anteriore gleno-omerale. Inizialmente, gli stabilizzatori dinamici riescono a compensare questa modesta instabilità aumentando l’attivazione muscolare. Inseguito all’affaticamento di questi muscoli si può verificare una sublussazione della testa omerale, con la traslazione anteriore si può arrivare al contatto diretto della testa dell’omero con l’acromion dando origine a impingement secondario.

Le sequenze patogenetiche più frequenti sono:

- l’overuse può determinare una situazione infiammatoria subacuta, con conseguente aumento di volume dei tessuti periarticolari, cui fa seguito una relativa riduzione dello spazio sottoacromiale, con conseguente impigment. Inoltre l’overuse può determinare un “accorciamento adattativo” dei muscoli motori gleno-omerali e scapolo-toracici, cui consegue, come compenso, un overstrain (ipersollecitazione) di alcune strutture o l’insorgenza di movimenti INVOLONTARI atti a garantire la funzione. La ripetizione gestuale in tali condizioni può determinare infiammazione a carico delle strutture ipersollecitate o alterazioni artrocinematiche potenzialmente conflittuali (impingment).

- il dolore può causare un’alterazione della propriocezione, determinata dal persistere d’impulsi NOCICETTIVI, che daranno un’alterata risposta motoria, con caratteristiche simili all’instabilità.

- Un allenamento sportivo improprio, ad esempio con ripetizioni reiterate del gesto tecnico che favoriscono l’impiego della muscolatura agonista, può condurre a uno squilibrio muscolare, che potrà causare un’alterazione del centraggio dinamico della testa dell’omero e un deficit del controllo neuro muscolare da parte della muscolatura antagonista. Tutto ciò potrà dare origine ad impingement con infiammazione cronica delle strutture periarticolari;

- alterazione posturale, quale ad esempio un aumento della cifosi dorsale, può presentare un ostacolo all’estensione fisiologica del rachide, impedendo un corretto scivolamento scapolare, che darà origine a una richiesta notevole di flessione e rotazione esterna della spalla, con conseguente stress sulle strutture anteriori dell’articolazione gleno-omerale. (Comerford, 2001)

 

b)  Trattamento conservativo:

1)   terapie fisiche: Alcune terapie fisiche si sono dimostrate efficaci nella cura della sindrome della spalla nelle varie fasi:

1. ultrasuoni        2. ionoforesi   3. Laser    4. Diatermia

5. Elettro Neuro Feedback 

E’ uno strumento di nuova generazione, che produce un algoritmo d’impulsi elettrici, mediante l’attivazione di un circuito a retroazione negativa. L’ENF è in grado di leggere i valori d’impedenza della pelle e di trasmettere impulsi elettrici attraverso lo speciale algoritmo d’interazione con l’organismo.

Nella prima fase si è effettuata una scansione digitale per “mappare” con precisione l’area d’indagine per individuare i punti da riequilibrare nella fase successiva.

2)  Rieducazione muscolare (programma di compenso)

Si attuerà un programma di “compenso” dei muscoli ipotonici per avere un effetto sinergico con gli esercizi di stretching dei muscoli retratti.

Si realizzerà la tonificazione dei muscoli che risultano allungati ed ipotonici: trapezio, sottoscapolare, ecc.

Esercizi di allungamento muscolare, stretching analitico, dei muscoli retratti: bicipite brachiale, deltoide anteriore, sovra spinato, ecc.

3)  Taping kinesiologico:

applicare il taping kinesiologico® con traiettorie specifiche per aiutare il rilassamento dei muscoli retratti e il drenaggio dell’edema infiammatorio. Oltre che la regolazione del tono muscolare delle varie componenti (in fase riabilitativa – riposo); mentre nei momenti di ritorno all’attività fisica per sostenere la struttura muscolo-tendinea sollecitata in modalità stabilizzante.

Presentazione di alcuni bendaggi:

Immagini tratte dal libro:

 Bellia – Sarzo “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione” ed. Alea Milano  marzo 2011

d)  Rieducazione propriocettiva del gesto tecnico per prevenire il sovraccarico funzionale con l’uso di thera- band, tipo percettivo motorio.

 

Di notevole importanza per prevenire le recidive della sindrome della spalla del nostro atleta è la rieducazione propriocettiva del gesto tecnico, tipo percettivo motorio.  E’ stato realizzato un programma di rieducazione propriocettiva specifico con l’uso di thera-band.

Conclusioni e considerazioni

Appare chiaro come nel caso dell’atleta che pratica il tennis, il sovraccarico funzionale della spalla è dovuto a un’azione biomeccanica intensa a carico di alcuni muscoli della cuffia dei rotatori, quindi l’obiettivo sarà di riequilibrare il tono muscolare di quelli ipotonici e l’allungamento di quelli retratti; poiché alcuni muscoli che funzionano come sinergici in un movimento spesso svolgono azioni antagoniste in altri movimenti della spalla.

Una piccola carenza di un muscolo stabilizzatore, dinamico e statico determina un effetto importante sull’intera funzionalità della spalla.

I sovraccarichi funzionali possono portare a una compromissione delle strutture di contenimento anteriore, che darà origine a una modesta traslazione anteriore gleno-omerale, che darà origine alla sublussazione della testa omerale, con la traslazione anteriore fino al contatto diretto della testa dell’omero con l’acromion dando origine a impingement secondario.

Prevenire gli squilibri muscolari deve essere un “obiettivo primario” per evitare di dover interrompere l’attività sportiva forzatamente a causa della sindrome dolorosa alla spalla.

Abstract relazione:

La relazione che presento a questo Congresso Internazionale espone il progetto riabilitativo nel caso di “Sindrome da sovraccarico funzionale della spalla nel tennis e il taping kinesiologico®”.

Questo metodo è stato elaborato con l’esperienza maturata in tanti anni di utilizzo del taping elastico. Prima la formazione fatta in Korea, utilizzando l’impostazione originale applicata allo sport dal medico della nazionale koreana di pattinaggio a rotelle corsa dott. Choi Brandon.

Il taping kinesiologico® si colloca in sintonia con questa visione globale dell’organismo, nel principio di stimolo che assiste l’organismo a mettere in azione i meccanismi naturali di auto-guarigione, nel rispetto di una visione tridimensionale dell’organismo.

Il taping kinesiologico® è usato in ambito sportivo prima, durante e dopo il gesto atletico. Prima e durante per preparare e prevenire, dopo per defaticare.

 

Una corretta postura è data dall’equilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti e da una loro armonica attività durante il movimento. Se ciò non avviene, si potranno osservare squilibri strutturali legati alla contrattura e/o alla debolezza di determinati fasci muscolari. Quando si riscontra, un muscolo contratto è prassi comune cercare di ottenerne il rilasciamento mediante le svariate tecniche farmacologiche (miorilassanti), fisioterapiche (massaggi, applicazioni di calore, elettrostimolazioni, ecc.) cosa che, nella maggioranza dei casi, condurrà a risultati solo temporanei e parziali. Ciò è dovuto, come il dott. Goodheart ha brillantemente dimostrato, al fatto che la contrattura è secondaria alla debolezza del muscolo antagonista.

Il  taping  kinesiologico® agisce sul corpo con un drenaggio costante per 24 ore al giorno, questo metodo implica un bendaggio sopra e intorno ai muscoli  per assistere, dare supporto o per prevenire un’eccessiva contrazione, garantendo una buona liberta di movimento.

La traumatologia che si riscontra nel TENNIS è in continua evoluzione sia percentualmente sia per le patologie specifiche; diversa da quella di solo dieci anni addietro, quando, per esempio, il tennis non aveva ancora avuto l’attuale diffusione di massa.
La spalla, sottoposta a questo, “overuse”, può essere coinvolta in ciascuna delle sue componenti: pertanto le tecnopatie della spalla dell’atleta che pratica tennis annovera spesso patologie da sovraccari­co quali la sindrome da conflitto, le sublussazioni uni e multidirezionali, le lussazioni scapolo-omerali, le tendinopatie della cuffia dei rotatori, le patologie del complesso bicipitale, le sinoviti, le borsiti, fino a un coinvolgimento delle articolazioni “accessorie” della spalla con le artropatie acromion-clavicolari.
La patogenesi delle suddette tecnopatie è ascrivibile, in altri casi, a lassità capsulo-legamentose o a squilibri della muscolatura intrinseca della spalla: talvolta la tecnopatia può essere determinata da una preesistente insufficienza dei legamenti stabilizzatori della spalla (gleno-omerali e scapolari), inoltre: da insufficiente vascolarizzazione sotto sforzo della cuffia dei rotatori.

 

Sindrome da sovraccarico funzionale della spalla nel TENNIS  e il taping kinesiologico®

 

a)  Etiopatogenesi e biomeccanica della spalla

 

Bisogna analizzare gli schemi di reclutamento dei vari muscoli per prevenire eventuali sovraccarichi funzionali da incoordinazione dell’attivazione biomeccanica delle catene cinetiche (concetto Kinesiopatologico – Sahrmann).

I fattori che contribuiscono alle disfunzioni del cingolo scapolare sono le alterazioni della lunghezza, della forza, dell’estensibilità dei muscoli e dello schema di reclutamento, provocate da movimenti ripetuti e da posture mantenute.

Per garantire che i movimenti della glena omerale siano ottimali è fondamentale che la testa dell’omero rimanga centrata nella glenoide durante i movimenti della spalla, quindi l’azione equilibrata dei muscoli è fondamentale per un corretto “ritmo scapolo-omerale”, che non favorisca patologie da “overuse”.

La tendinite della cuffia dei rotatori spesso è la conseguenza più ricorrente per le continue sollecitazioni non equilibrate cui sono sottoposte tutte le strutture capsulo-legamentose dell’articolazione scapolo-omerale.

L’impingement glenoideo postero superiore può verificarsi anche perché la traslazione anteriore omerale permette alla superficie inferiore del tendine dei muscoli sovra spinoso e sottospinoso di avere un punto di “frizione” contro la rima postero superiore della glenoide.

Sono molti gli stabilizzatori statici e dinamici dell’articolazione della spalla che provvedono al necessario equilibrio tra mobilità e stabilità.

Nonostante il contatto articolare gleno-omerale sia relativamente piccolo, la stabilità statica è assicurata dai sovrastanti tessuti molli e dal cercine glenoideo, che incrementando la superficie ed espandendo la profondità della fossa glenoidea, contribuiscono a migliorare la stabilità senza impedire l’articolarità.

La stabilità dinamica è ottenuta attraverso l’azione sinergica dei muscoli della cuffia dei rotatori e di quelli rotatori della scapola. I muscoli della cuffia (sovra spinato, sottospinato, piccolo rotondo, sottoscapolare), che s’inseriscono sul corpo della scapola, e sulla grande e piccola tuberosità dell’omero. Questi muscoli conferiscono stabilità provvedendo a mantenere la testa dell’omero centrata nella cavità glenoidea in maniera fisiologica.

In visione biomeccanica scomponendo l’azione nei singoli movimenti possiamo evidenziare l’azione muscolare nelle varie fasi.

Durante la fase di caricamento della battuta e dello smach, il muscolo deltoide abduce il braccio, mentre il muscolo infraspinato e il piccolo rotondo ruotano esternamente l’omero, il muscolo bicipite mantiene il gomito flesso a novanta gradi e il sottoscapolare modula decelerando la rotazione dell’omero. I muscoli grande pettorale, gran dorsale e tricipite in contrazione eccentrica forniscono la modulazione della posizione del tronco rispetto alla vela. Nella fase di decelerazione, la contrazione muscolare eccentrica del muscolo piccolo rotondo, l’incrementata attività dei muscoli trapezio, dentato anteriore, e romboide, controllano la decelerazione delle estremità.

Una piccola carenza di un muscolo stabilizzatore, dinamico e statico, determina un effetto importante sull’intera funzionalità della spalla.

I sovraccarichi funzionali possono portare a una compromissione delle strutture di contenimento anteriore, che darà origine a una modesta traslazione anteriore gleno-omerale. Inizialmente, gli stabilizzatori dinamici riescono a compensare questa modesta instabilità aumentando l’attivazione muscolare. Inseguito all’affaticamento di questi muscoli si può verificare una sublussazione della testa omerale, con la traslazione anteriore si può arrivare al contatto diretto della testa dell’omero con l’acromion dando origine a impingement secondario.

Le sequenze patogenetiche più frequenti sono:

- l’overuse può determinare una situazione infiammatoria subacuta, con conseguente aumento di volume dei tessuti periarticolari, cui fa seguito una relativa riduzione dello spazio sottoacromiale, con conseguente impigment. Inoltre l’overuse può determinare un “accorciamento adattativo” dei muscoli motori gleno-omerali e scapolo-toracici, cui consegue, come compenso, un overstrain (ipersollecitazione) di alcune strutture o l’insorgenza di movimenti INVOLONTARI atti a garantire la funzione. La ripetizione gestuale in tali condizioni può determinare infiammazione a carico delle strutture ipersollecitate o alterazioni artrocinematiche potenzialmente conflittuali (impingment).

- il dolore può causare un’alterazione della propriocezione, determinata dal persistere d’impulsi NOCICETTIVI, che daranno un’alterata risposta motoria, con caratteristiche simili all’instabilità.

- Un allenamento sportivo improprio, ad esempio con ripetizioni reiterate del gesto tecnico che favoriscono l’impiego della muscolatura agonista, può condurre a uno squilibrio muscolare, che potrà causare un’alterazione del centraggio dinamico della testa dell’omero e un deficit del controllo neuro muscolare da parte della muscolatura antagonista. Tutto ciò potrà dare origine ad impingement con infiammazione cronica delle strutture periarticolari;

- alterazione posturale, quale ad esempio un aumento della cifosi dorsale, può presentare un ostacolo all’estensione fisiologica del rachide, impedendo un corretto scivolamento scapolare, che darà origine a una richiesta notevole di flessione e rotazione esterna della spalla, con conseguente stress sulle strutture anteriori dell’articolazione gleno-omerale. (Comerford, 2001)

 

b)  Trattamento conservativo:

1)   terapie fisiche: Alcune terapie fisiche si sono dimostrate efficaci nella cura della sindrome della spalla nelle varie fasi:

1. ultrasuoni        2. ionoforesi   3. Laser    4. Diatermia

5. Elettro Neuro Feedback 

E’ uno strumento di nuova generazione, che produce un algoritmo d’impulsi elettrici, mediante l’attivazione di un circuito a retroazione negativa. L’ENF è in grado di leggere i valori d’impedenza della pelle e di trasmettere impulsi elettrici attraverso lo speciale algoritmo d’interazione con l’organismo.

Nella prima fase si è effettuata una scansione digitale per “mappare” con precisione l’area d’indagine per individuare i punti da riequilibrare nella fase successiva.

2)  Rieducazione muscolare (programma di compenso)

Si attuerà un programma di “compenso” dei muscoli ipotonici per avere un effetto sinergico con gli esercizi di stretching dei muscoli retratti.

Si realizzerà la tonificazione dei muscoli che risultano allungati ed ipotonici: trapezio, sottoscapolare, ecc.

Esercizi di allungamento muscolare, stretching analitico, dei muscoli retratti: bicipite brachiale, deltoide anteriore, sovra spinato, ecc.

3)  Taping kinesiologico:

applicare il taping kinesiologico® con traiettorie specifiche per aiutare il rilassamento dei muscoli retratti e il drenaggio dell’edema infiammatorio. Oltre che la regolazione del tono muscolare delle varie componenti (in fase riabilitativa – riposo); mentre nei momenti di ritorno all’attività fisica per sostenere la struttura muscolo-tendinea sollecitata in modalità stabilizzante.

Presentazione di alcuni bendaggi:

Immagini tratte dal libro:

 Bellia – Sarzo “ Il taping kinesiologico nella traumatologia sportiva – manuale pratico di applicazione” ed. Alea Milano  marzo 2011

d)  Rieducazione propriocettiva del gesto tecnico per prevenire il sovraccarico funzionale con l’uso di thera- band, tipo percettivo motorio.

 

Di notevole importanza per prevenire le recidive della sindrome della spalla del nostro atleta è la rieducazione propriocettiva del gesto tecnico, tipo percettivo motorio.  E’ stato realizzato un programma di rieducazione propriocettiva specifico con l’uso di thera-band.

Conclusioni e considerazioni

Appare chiaro come nel caso dell’atleta che pratica il tennis, il sovraccarico funzionale della spalla è dovuto a un’azione biomeccanica intensa a carico di alcuni muscoli della cuffia dei rotatori, quindi l’obiettivo sarà di riequilibrare il tono muscolare di quelli ipotonici e l’allungamento di quelli retratti; poiché alcuni muscoli che funzionano come sinergici in un movimento spesso svolgono azioni antagoniste in altri movimenti della spalla.

Una piccola carenza di un muscolo stabilizzatore, dinamico e statico determina un effetto importante sull’intera funzionalità della spalla.

I sovraccarichi funzionali possono portare a una compromissione delle strutture di contenimento anteriore, che darà origine a una modesta traslazione anteriore gleno-omerale, che darà origine alla sublussazione della testa omerale, con la traslazione anteriore fino al contatto diretto della testa dell’omero con l’acromion dando origine a impingement secondario.

Prevenire gli squilibri muscolari deve essere un “obiettivo primario” per evitare di dover interrompere l’attività sportiva forzatamente a causa della sindrome dolorosa alla spalla.

Deficit glenomerale della rotazione interna  e sport
Glenohumeral Internal Rotation  Deficit  – GIRD

E’ stato dimostrato che il tennista, dopo una lunga carriera, sviluppa un aumento della mobilità in extrarotazione dell’omero ( 8°-15°)e una diminuzione dell’angolo di intrarotazione, ciò avviene per COMPENSO. (cam effet – Steve Burkhart).  Questo adattamento avviene con la  retroversione della testa dell’omero (adattamento difensivo – Castagna). Velocità angolare della spalla durante la battuta: 7.000° gradi al secondo(Lanzetti). Sorvegliare l’elasticità del m. latissimo del dorso, trapezio superiore e dentato anteriore, la distonia potrebbe rendere scoordinata l’azione della spalla .

Fare lo stretching specifico della capsula articolare posteriore e dei muscoli connessi, decubito laterale intrarotazione. (sleeper stretching)

Eseguire una rieducazione propriocettiva in core stability per centrare l’azione del tronco con il bacino.

link interessanti :

http://www.throwinginjuries.com/gird.htm

http://www.drlintner.com/rehab-protocols/shoulder-rehab-protocols/glenohumeral-internal-rotation-deficit/

http://www.drlintner.com/rehab-protocols/shoulder-rehab-protocols/glenohumeral-internal-rotation-deficit/attachment/sleeperstretch1/

http://physioindia.blogspot.it/2011/05/gird-glenohumeral-internal-rotation.html

taping kinesiologico - kinesiobellia

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